isbn 9788810117491
collana
F13
Madri e Padri della Chiesa

confezione: Brossura con bandelle
pubblicazione: aprile 2026
pagine: 152
peso: 220 grammi
Sulla corda del silenzio
Diario spirituale
La fitta sequenza di giorni e mesi annotata da Sergej Bulgakov fa di questo libro un Diario. Ma il tempo è solo una cornice, il perimetro numerico di un arco breve – poco più di un anno, dal 21 marzo 1924 al 22 giugno 1925 – in cui ogni punto è orientato verso la seconda parola del sottotitolo, che richiama il titolo originale dell’opera: spirituale. Nel racconto di Bulgakov la sua vita così profondamente vissuta e il suo spirito inquieto sono offerti al lettore in un intreccio del tutto inedito. L’inseguirsi dei giorni o la geografia dei luoghi perdono l’oggettività del riferimento quotidiano perché ne impregnano la profondità: se c’è un tempo è quello dello spirito alla ricerca dell’amore; quando c’è un luogo è la terra da cui il prete russo è stato cacciato, ma se il tormento del distacco diviene libertà, allora anche la patria lontana è trasformata in un luogo dello spirito. Come orientarsi in questo dedalo di riflessioni? Ce lo suggerisce l’autore: come nella vita, calandosi nel presente, perché «già tutto è dato e bisogna solo trovarlo».
Sergej Nikolaevič Bulgakov (1871-1944), figlio di un sacerdote e proveniente da una famiglia di tradizioni sacerdotali, trascorre la fanciullezza in una fede serena, poi duramente scossa dall’educazione seminaristica e messa da parte negli anni degli studi all’università di Mosca. Amico di P. Florenskij e N. Berdjaev, dal 1901 al 1906 insegna al Politecnico di Kyjv. Torna quindi a Mosca, dove occupa una cattedra di Economia politica. Nel 1917 pubblica la sua prima e fondamentale opera teologica, La luce che non tramonta (Svet nevečernij). Riceve l’ordinazione sacerdotale nel 1918 e continua il suo lavoro di ricerca, pubblicazione e insegnamento fino al 1921, quando il regime sovietico gli impedisce di continuare a causa del suo incarico come sacerdote. Nel 1922 viene espulso dall’URSS e dal 1925 è a Parigi, dove risiederà stabilmente come professore di Teologia e decano dell’Istituto teologico ortodosso.

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