Il vero e unico testo da mettere tra le mani di chiunque si accinga a intraprendere un percorso di fede o di chi voglia riaccenderlo è la Bibbia e, in modo speciale, i quattro vangeli. La novità di questo progetto è presentare il testointegrale del vangelo nel formato di un libro di catechismo, perché possa veramente essere utilizzato per avvicinare la Scrittura anche come oggetto di studio e approfondimento. Le pagine a colori e le immagini aiutano a penetrarenel messaggio racchiuso nel testo, il tipo di carta utilizzata nel volume facilita lo scrivere, sottolineare, segnare piccoli appunti, perché ogni lettore possa «fare proprio» il testo biblico.
Fra gli anni Venti e Trenta del Novecento un laico scrive al suo parroco: lettere pungenti, ironiche e a tratti spietate in cui gli dice quello che ai suoi occhi proprio non va in parrocchia: troppo clericalismo, un Vangelo troppo recitato e poco vissuto, troppa indifferenza verso i poveri. L’epistolario sarebbe già sorprendente in sé per la lungimiranza profetica e il coraggio di parlare alla chiesa di quegli anni, ma diventa una testimonianza straordinaria perché quel finto laico è in realtà lo stesso don Primo Mazzolari.
La mattina del 19 marzo 1994 a Casal di Principe, mentre si preparava per celebrare messa nella sua chiesa, la parrocchia di San Nicola, don Giuseppe Diana fu barbaramente assassinato con quattro colpi di pistola. Aveva 35 anni.Dopo oltre trent’anni e un processo che da tempo ha scritto la verità giudiziaria sul caso, e mentre è stato annunciato l’avvio del cammino verso l’apertura dell’inchiesta diocesana per il riconoscimento del martirio del parroco casalese, Antonio Mattone è ripartito proprio da Casal di Principe con l’obiettivo di rispondere a una domanda: perché don Peppe Diana è stato ucciso? Nel difficile viaggio per arrivare a una risposta, Mattone ha incontrato decine di persone, quelle a cui don Peppe fu più intimamente caro e alcune di quelle che a vario titolo sono state coinvolte nel suo omicidio, è entrato con delicatezza nelle case, nelle chiese e nelle carceri e a tutti ha posto domande vecchie e nuove. Il risultato è un libro coraggioso e necessario, da cui emerge il ritratto finalmente a tutto tondo di una personalità complessa, spesso sopra le righe, per la quale l’etichetta di “prete anticamorra” si è da subito rivelata troppo piccola e sbiadita, sia per sostenere una verità ancora confusa sia, soprattutto, per mostrare quello che realmente è stato don Peppe Diana: un prete leale alla missione della chiesa e un uomo votato al bene della sua gente.
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