Delle numerosissime pubblicazioni sulla figura del cardinale Martini, uomo pubblico vissuto sulla ribalta ecclesiale e civile a livello nazionale e internazionale, questa intende mettere a fuoco la testimonianza dei suoi più stretti collaboratori che hanno vissuto con lui a livello più privato. A ciascun segretario il curatore propone un’intervista composta da una decina di domande su aspetti molto ordinari della vita quotidiana del cardinale unitamente a valutazioni e considerazioni a titolo personale di alcuni aspetti biografici di Martini.
La fitta sequenza di giorni e mesi annotata da Sergej Bulgakov fa di questo libro un Diario. Ma il tempo è solo una cornice, il perimetro numerico di un arco breve – poco più di un anno, dal 21 marzo 1924 al 22 giugno 1925 – in cui ogni punto è orientato verso la seconda parola del sottotitolo, che richiama il titolo originale dell’opera: spirituale. Nel racconto di Bulgakov la sua vita così profondamente vissuta e il suo spirito inquieto sono offerti al lettore in un intreccio del tutto inedito. L’inseguirsi dei giorni o la geografia dei luoghi perdono l’oggettività del riferimento quotidiano perché ne impregnano la profondità: se c’è un tempo è quello dello spirito alla ricerca dell’amore; quando c’è un luogo è la terra da cui il prete russo è stato cacciato, ma se il tormento del distacco diviene libertà, allora anche la patria lontana è trasformata in un luogo dello spirito. Come orientarsi in questo dedalo di riflessioni? Ce lo suggerisce l’autore: come nella vita, calandosi nel presente, perché «già tutto è dato e bisogna solo trovarlo».
Cinque versioni dello stesso episodio, cinque testimoni che raccontano il gesto più sacro di Gesù durante l’ultima cena: spezzare il pane, versare il vino, offrirli ai discepoli. L’apostolo Paolo, Giovanni e i tre sinottici propongono descrizioni simili che però presentano numerose variabili intorno alle quali si sono concentrati decenni di studi e interpretazioni. Quale rapporto fra il gesto e le parole? Spezzare il pane e versare il vino sono due azioni con un unico fine o i due doni chiamano a una diversa comprensione dell’accoglierli? In un vero e proprio «dossier neotestamentario» Ermenegildo Manicardi ricostruisce la scena e ne offre la sua interpretazione con la pazienza del fine biblista e la profondità di sguardo del teologo.
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